
⋄Spazio x l’intelocutore⋄
⊶ Sbarca Mosca Cieca ⊷
*un atto di resistenza contro un’editoria sempre più allineata ai prodotti da vetrina.
Un libro che non si propone di piacere.
Un libro lento.
Un libro nato per necessità ma che si allontana dalle letture necessarie.

Viviamo in un mondo che corre troppo in fretta per lasciare spazio al pensiero.
Così, io, ho scelto di fare un libro.




Il titolo stesso dell’opera – Mosca Cieca – si rifà al gioco infantile in cui, bendati, si cercavano gli altri senza vederli.
La benda, elemento simbolico centrale nel progetto, rappresenta qui la scelta (o la necessità) di non vedere. Di coprirsi. Di camminare in una condizione di cecità emotiva e cognitiva, per proteggersi dal contatto con sé stessi e con l’esterno.
Non è solo una maschera, ma un filtro: un modo per attraversare il mondo evitando la piena esposizione dei propri pensieri. Anzi, evitando perfino di elaborarli.
Questa metafora si concretizza formalmente nella prima parte del libro, costituita da pagine visivamente nere e da poesie brevi, zoppicanti, frammentate. Sono testi attraversati da una scrittura che balbetta, che si inceppa, che si esprime attraverso immagini poetiche spesso incerte, spezzate, dolorose. È un discorso rivolto al mondo, ma con la voce abbassata, come chi parla da sotto una coperta.
Man mano che il lettore prosegue nella lettura, accade una trasformazione significativa: la benda si allenta, fino a cadere. Da qui, le poesie si fanno più strutturate, i versi si dilatano, emergono testi più lunghi, dialoghi rivolti non più all’esterno, ma a sé stessi. Si passa da una comunicazione tentata a una presa di coscienza. Dalla frammentazione al fluire.
In questo senso, Mosca Cieca si configura come un’opera che rifiuta le scorciatoie del racconto a effetto e si sottrae alle dinamiche della scrittura di moda: il suo valore risiede proprio nella sua autenticità, nella fragilità che si fa linguaggio, nella trasformazione che avviene pagina dopo pagina.
È, per lo meno per me, un esempio di scrittura necessaria.
Mosca Cieca è un progetto editoriale non conforme, progettato, stampato, rilegato e rifinito interamente da me (in collaborazione con L’interlocutore).
Una tiratura di cinquanta copie uniche firmate e numerate.
Per lasciare l’autenticità giusta a questo nostro progetto del cuore, abbiamo ritenuto corretto terminare il progetto una volta vendute le cinquanta copie.
E poi, che si fa? Non lo sappiamo. Per noi sarà come vedere un figlio grande andare via da casa e non tornare mai più.
Forse faremo una nuova edizione, forse racconteremo un’altra storia, forse cambieremo pianeta.
Per acquistare una delle cinquanta copie, scrivici. I contatti li trovi nella pagina dedicata.
ꐕ Quando arriviamo a cinquanta facciamo una grande festa ꐕ
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totale: 50
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adottati: 19
In seguito svariati bottoni. Se li premi verrai catapultato nel processo creativo.
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