⋆ MOMENTO VANITY ⋆
Se hai adottato uno dei miei lavori, prima di tutto ♡ grazie ♡.
Sapere che c’è ancora qualcuno disposto a fare spazio all’arte, in un mondo che spesso la chiude in cantina, mi dà una gran voglia di alzarmi dal letto la mattina. E avere voglia di svegliarsi, oggi, è già tanta rrrroba.
Se ti va, puoi lasciarmi qui sotto un pensiero da condividere su questo sito un po’ brutto.
Puoi scrivere quello che vuoi (anche che ti ho deluso). In quel caso, però, sappi che andrò a piangere nell’angolino del soggiorno per un paio di giorni. Il messaggio quindi diventerà pubblico con un leggerissimo ritardo.
㋡ qui sotto
le recensioni ㋡
Luciana
★★★★★
Mosca Cieca è come un esercizio di alfabetizzazione emotiva: da un iniziale caos nero, pieno di calma apparente e parole centellinate, tutto esplode e prende forma e colore man mano, con nuove parole, sfumature più adatte al vissuto, trovano il loro spazio nel mondo e non fanno più paura.
Rabbia, ansia, paura, solitudine, amore, perdono, coraggio, orgoglio.
Nessuna di queste fa (più) paura.
Un’opera coraggiosa, che accoglie e dà forma a un sentire travolgente, che di primo acchito si vuole – per difesa s’intende, eh – soffocare.
Solo che a soffocarlo l’urlo non si placa, e allora il vero coraggio sta nel guardare davvero quel nero e scoprire che, lì dietro, in realtà ci sono tantissime sfumature di colore
Andrea Gianelli
★★★★★
Mosca Cieca. Recensione superficiale (normale): E’ fighissimo. Prendetelo. Portatelo a casa. Coccolatelo. Ma soprattutto perdetevi tra queste pagine. Recensione un po’ meno normale: La nostra Giulia non me ne voglia, ma io lo devo ancora finire, il libro Mosca Cieca. E non pensiate, mica giace e vaga tra le mura di casa mia da pochi giorni, ormai parliamo di alcuni mesi. Vedete, il fatto è che Mosca Cieca non è per me un libro da leggere come un romanzo. Ma neppure un’opera assimilabile a una monografia. E’ un intreccio di linguaggi diversi, che per quanto a tratti possa sembrare autobiografico, riesce a pugnalare nel profondo. Nel pieno dello stomaco. Riesce a risvegliare pezzetti di me che sapevo esistere, ma si erano atrofizzati e addormentati da qualche parte. Risveglia il mio adolescente (di molti anni fa ormai) che sentiva, ascoltava. Si lasciava trasportare. Che percepiva il mondo, forse per quello che è veramente, magari a tratti non sapendo gestire, tutto quel sentire. E lo ricordo come fosse ieri, ora lo ricordo più che mai, quell’adolescente urlava che non si sarebbe spenta. Che avrebbe tenuto vivo questo corpo e questa mente, senza perdere la voglia di andare in profondità. Di sentire. Che non si sarebbe annichilito alla vita rincorrendo un lavoro o chissà quali altre mille cose da fare. Prendetelo con voi, e datevi il giusto tempo per farlo vostro.
Gabriele Corinaldesi
★★★★★
Vedere il cuore, la dedizione, e i pensieri che Giulia mette nei lavori fa commuovere. Ha preso con cura un lavoro di cui abbiamo parlato (disponibilissima), ed è riuscita a trasportare i miei pensieri nel bracciale.
Molto gentile, e professionale. Sapere che ci sono persone come lei che ancora si dedicano a queste vere e proprie forme d’arte fa bene al cuore, e mantiene una luce accesa nel buio
Flavio Scutti
★★★★★
Ciao Giulia, il sito è molto bello.
Trovo veramente interessante come hai organizzato e chiamato le sezioni.
Brava!
Edoardo Rigotti
★★★★★
L’arte di Giulia è un soffio di freschezza nel panorama creativo! Con la sua tecnica unica e il suo stile inconfondibile, riesce a trasportare l’osservatore in un mondo di emozioni e colori. Ogni opera è un capolavoro, un’espressione sincera e profonda della sua anima.
Marianna C
★★★★★
Adoro il sito, rispetto la dedizione, il
coraggio di crederci anche quando il mondo stringe. Seguo Giulia, ammiro i suoi lavori, riesce a dare un corpo e una forma ai suoi pensieri attraverso, immagini, colori, parole. sento personalmente che questo spazio online è l’inizio visibile di qualcosa che già esiste ; un gesto di fiducia verso di te Giulia, e io sono una grande fan dei tuoi creati 🙂 , mi iscrivo alla newsletter perché sono curiosa di farmi attraversare dal suo sguardo sul mondo, siamo tutti su un cammino libero, creativo sempre più nostro; gli spunti di Giulia risuonano molto, non è niente di già visto né sentito.. lascia una sua traccia, ha un linguaggio suo, che viene da dentro e lascia spazio a riflessioni e interpretazioni che ognuno può personalizzare con il proprio filtro senza perdere di vista la sua firma e stile riconoscibili e unici. Un po’ come se si creasse una vera interazione!!
Silvia
★★★★★
Mosca Cieca è qualcosa di meraviglioso! Alle volte mi sono sentita solo spettatrice esterna, altre invece è come se qualcuno avesse dato voce ai miei pensieri. Complimenti *stelline*
Mattia
★★★★★
Ho scoperto la pagina Instagram di Giulia per caso e, vedendo i vari lavori che fa, sono stato rapito da “Mosca Cieca”. È un’opera davvero speciale: ti rapisce sin da subito per il suo aspetto non appena lo hai tra le mani. La cura dei dettagli e la passione che c’è dietro si notano non appena si apre la scatola (rigorosamente nera) dove, al suo interno, non c’è solo il libricino, ma un insieme di cose che accompagnano ed esaltano l’opera in modo unico. Il fatto, poi, che le copie siano numerate e che, raggiunte le 50 copie vendute, non ne verranno più prodotte, rende il tutto sin da subito qualcosa di unico e prezioso. Passando al contenuto, che dire: non è per tutti sicuramente, ma è di una bellezza magnetica che non saprei spiegare. Non so spiegare perché mi sia piaciuto o cosa mi sia piaciuto, ma c’è qualcosa che mi ha rapito di quel libricino con quelle pagine nere. Mi viene da dire che c’è una parte intima dell’autrice in questa sua opera, una parte che mostra solo a chi ha la pazienza di ascoltare e di capire. La parte visiva, poi, mi è piaciuta tantissimo! Amo il suo stile, le foto, i ritagli, la scelta dei colori, il testo che non sempre è scritto in modo lineare: tutto incredibile. Mi verrebbe da descriverlo con questa immagine finale: Mosca Cieca sta lì, senza cercare di attirare le persone con l’aspetto. Sono loro che scelgono di avvicinarsi, quasi di parlargli. E, molto probabilmente, finiscono per rimanerne rapite.
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